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Alcol test nullo in assenza dell’avvocato

La Cassazione dispone che durante un alcol test il guidatore può avvalersi dell’avvocato. Se le autorità non avvisano l’automobilista del diritto di farsi assistere da un legale il test è nullo.

Il guidatore sottoposto alla prova con l’etilometro, deve essere avvertito che può farsi assistere da un avvocato. In caso di mancato avviso l’accertamento si annulla. La nullità, inoltre, può anche essere impugnata fino alla sentenza di primo grado. La novità è destinata a creare molte discussioni in merito alle procedure con l’etilometro e alle sanzioni connesse.

Questo provvedimento si aggiunge alla nullità del test alcolemico se la temperatura è sotto zero.

Il diritto di farsi coadiuvare da un legale è per lo più sconosciuto ai conducenti fermati dalle forze di polizia. Spesso gli stessi agenti delle forze di polizia “dimenticano” di avvertire l’automobilista della possibilità di effettuare la prova dietro l’assistenza dell’avvocato (fonte: Il Sole 24 Ore). Questa dimenticanza accade in situazioni di controllo confuse, dopo un incidente o nel caso che l’automobilista stesso dia in escandescenze.

La prova con l’alcolimetro è il primo passo di un iter che può diventare un’indagine giudiziaria. L’automobilista trovato con un tasso di alcol nel sangue superiore a 0,80 gr/l, rischia una grave condanna. Tale violazione non è più solo amministrativa (quantità di alcol nel sangue compresa fra 0,51 e 0,80 gr/l).

Per i motivi suddetti la Cassazione a Sezioni unite è ricorsa a una sentenza per ricordare questa possibilità. Per esempio: l’avvocato potrebbe anche chiedere che il mero alcol test, il quale la stessa sentenza della Cassazione n. 5396/15 depositata nelle scorse ore definisce “prova regina”, venga arricchito da un’analisi del sangue, più affidabile.

Per concludere, una precisazione: gli stessi agenti, se l’avvocato non dovesse arrivare sul posto in tempi brevi, possono procedere comunque al test. Il cavillo giuridico non è riportato dalla sentenza della Cassazione ma è riconosciuto dalla giurisprudenza.

Fonte: Cassazione, sentenza a Sezioni unite n. 5396/15.

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